Ultima modifica: 14 maggio 2017

Alternanza Scuola Lavoro

La legge n. 107 del 13 luglio 2015 (Riforma del sistema nazionale di istruzione e formazione e delega per il riordino delle disposizioni legislative vigenti) disciplina nei commi dal 33 al 43 l’alternanza scuola lavoro, prevedendo un certo numero di ore da svolgere a secondo l’indirizzo di studi, presso le imprese che si candidano attraverso il portale delle camere di commercio.

Pertanto le scuole – nel predisporre il proprio Piano Triennale dell’Offerta Formativa (PTOF) – devono prevedere l’elaborazione di progetti finalizzati ad incrementare le opportunità di lavoro e le capacità di orientamento professionale degli studenti. I percorsi sono realizzati nel secondo biennio e nell’ultimo anno del corso di studi.

Per una maggiore comprensione si indica il link al ministero pubblica istruzione che si occupa di Alternanza Scuola Lavoro: >>>

Cos’è un percorso formativo di ASL?

Il percorso formativo deve prevedere la possibilità di svolgere esperienze concrete, che rappresentino un primo contatto con il mondo del lavoro per accrescere nell’allievo la consapevolezza di quale sia la propria vocazione e di quali siano le prospettive di lavoro. Queste esperienze innanzitutto devono essere di senso, cioè coerenti con l’indirizzo di studi e, per una maggiore efficacia dello stesso intervento, devono essere strutturate alternando periodi in aula ad altri (tirocini o stage) in campus universitari o contesti lavorativi, così da permettere agli studenti di condividere e rielaborare in modo critico e riflessivo quanto appreso durante il tirocinio.

Quali sono gli aspetti essenziali nella realizzazione di un percorso di Alternanza?

  1. la vocazione dello studente;
  2. la struttura ospitante come luogo di apprendimento;
  3. la Convenzione, che regola i rapporti e le responsabilità dei soggetti coinvolti;
  4. il Progetto formativo, ovvero gli obiettivi e le attività previsti dal percorso, in aula e nella struttura ospitante, i quali devono essere condivisi e approvati dai docenti della scuola, dai responsabili della struttura stessa e dallo studente, che assume così una responsabilità diretta nei confronti del proprio apprendimento;
  5. il Patto formativo dello studente, ovvero l’accordo con cui l’allievo s’impegna ad assumere gli obblighi, a svolgere le attività previste e a conseguire le competenze specificate nel progetto;
  6. l’individuazione dei referenti degli organismi interni ed esterni all’istituzione scolastica;
  7. l’acquisizione della valutazione dello studente da parte della scuola con il contributo del tutor della struttura ospitante;
  8. l’acquisizione dell’autovalutazione e del report finale dello studente;
  9. la Certificazione delle competenze, redatta dal Consiglio di Classe ed acquisita entro la data dello scrutinio di ammissione agli Esami di Stato.

Quali sono gli organi di gestione dell’Alternanza?

  1. Il Dirigente Scolastico, in qualità di promotore, facilitatore e garante della efficacia e dell’efficienza nonché della trasparenze dei percorsi di Alternanza e della loro coerenza con il profilo culturale ed educativo della scuola;
  2. i Consigli di Classe i quali individuano le competenze da sviluppare in Alternanza e, tenuto conto delle indicazioni dei Dipartimenti e del Collegio dei Docenti, concordano con i referenti ASL le azioni da intraprendere e le modalità di valutazione delle competenze da certificare;
  3. i docenti cui è affidata una specifica funzione strumentale per l’ASL: questi sono il punto di raccordo tra gli operatori interni ed esterni per le attività previste dai progetti.

Quali sono le figure professionali attivamente impegnate nella realizzazione delle attività?

  1. Il tutor interno dell’istituzione scolastica, il quale assicura il raccordo tra scuola, studente, famiglia, azienda; sostiene lo studente durante tutto il processo di apprendimento; elabora, insieme al tutor esterno, il progetto e il patto formativo, che verranno sottoscritti dalle parti coinvolte; aggiorna il Consiglio di classe sul procedere dell’attività; acquisisce, infine, elementi per il monitoraggio del percorso e la valutazione dello studente.
  2. Il tutor formativo esterno, il quale assicura il raccordo tra struttura ospitante, scuola, studente agendo in stretta collaborazione con il tutor interno; assicura l’accoglienza e l’inserimento degli studenti stabilendo una relazione corretta di questi con la struttura; infine fornisce all’istituzione scolastica gli elementi concordati per valutare le attività dello studente.